Il bello d’esser brutti? Piaggio Mp3 yourban il brutto più bello!

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PIAGGIO MP3 YOURBAN IL PIù BEL BRUTTO!

Immagini Moto.it

Piaggio Mp3 Yourban, il più bel brutto scooter mai prodotto dalla casa di Pontedera. Te lo racconto qui.

La prima volta che ho visto il Piaggio Mp3 Yourban mi sono detta:”Mazza quanto è brutto…”. Poi ho cominciato a pensare: ma chi stabilisce cosa è bello e cosa invece è brutto, perché stabiliamo che un oggetto, un’opera d’arte ci piace ed un’altra no.
Riflessioni complicate a cui ho cercato di dare una risposta.
Cerco in rete e scopro ad esempio che per un sito internet, al contrario di ciò che affermano tutti i web designers (coloro che si occupano del design di un sito web, che lo costruiscono insomma) non è tanto importante essere bello, quanto avere dei contenuti interessanti, attraenti, coinvolgenti e che contengano informazioni utili.
Lo affermano in questo articolo. Mi viene immediatamente in mente il sito internet di uno dei maggiori esperti di comunicazione, considerato il guru dei guru del web, Seth Godin, questo il suo sito. Una sola immagine ed un fiume di parole che manco i Jalisse…è tutto contenuto, quindi utile, ergo? E’ bello? no, ma è comunque uno dei più seguiti al mondo! (mondo…)
Seth Godin blog

Passo in rassegna quelle pochissime competenze di storia dell’arte e inciampo in due opere, tanto diverse quanto famose… la prima “Il Cristo velato”, penso sia una delle opere più belle che io abbia mai visto: la perfezione delle forme, la delicatezza del drappeggio, l’espressione così vera. Non si può non definirla bella.
E poi guardo “L’urlo di Munch”. Bello? no o almeno non per me. Ma espressivo, comunicativo, eloquente. Diventa quindi bello in quanto funzionale al significato che vuole esprimere. Angoscia? Orrore, solitudine? forse.
il bello piaggio mp3 yourban

Comincio a capire, mi si apre la mente e comprendo che la bellezza o la bruttezza sono fatti, il più delle volte, soggettivi e che anzi, a volte la bruttezza deve essere intesa come occasione per distinguersi in altri modi.
Il sito di Seth Godin, è funzionalmente brutto, in quanto focalizza l’attenzione solo ed esclusivamente su ciò che vuole comunicare. Ed allora torno a ragionare sulla bruttezza di Piaggio Mp3 Yourban. 

Nato come fratello minore della versione Mp3 lt, più lungo ed ingombrante, oltre che più pesante, lo Yourban (Your Urban =la tua città ) è più snello nella parte posteriore, sostanzialmente dietro potresti scambiarlo per un Beverly 350 da cui ha ereditato il vano sotto-sella che contiene due caschi jet, ma devi trovare la posizione giusta, proprio come per il Beverly.
Ma il brutto/bello dell’ Mp3 Yourban è la faccia! Si la chiamo faccia, perché se lo guardi di fronte, sembra un robot, è inquietante! Guarda!

Piaggio Mp3 Yourban

A compensare questa sua fissità di espressione c’è da dire che il faro è davvero molto efficace! Un illuminazione che non lascia nulla a desiderare, bello alto, vedi davvero tutta la strada in modo incredibilmente chiaro!
Poi abbassi lo sguardo sulla parte inferiore e vedi questi piedini, che paiono quasi sproporzionati rispetto al resto del corpo…e anche qui, la cosa si spiega.
I piedini (come li ho chiamati scherzosamente) sono la stabilità della struttura anteriore, dotata appunto di due ruote basculanti, sostenute in un quadrilatero che è comandato da meccanismi idraulici,  meccanici ed insieme elettronici, che lo rendono l’unico ed inimitabile mezzo più sicuro che sia mai esistito. Non ha confronto con le imitazioni uscite sulla sua scia… ma come è grosso davanti….
piaggio Mp3 YourbanLa bruttezza della dimensione in realtà è solo un’illusione ottica.
Misurato infatti il tutto fuori agli specchietti, ho scoperto che è lo stesso del Beverly!
Ok! mi dico, sarà pesante come un masso, non riuscirò mai a sollevarlo sul cavalletto centrale. Ed invece, aiutata dalla leva del cavalletto, che è incredibilmente efficace, scopro che nemmeno il suo peso è un limite e se anche lo potesse essere in certi momenti, il fatto che può rimanere in piedi da solo, non lo fa pesare davvero (beh scusa il gioco di parole…).
Ti dimostro che è vero in questo articolo dove ho inserito un video, relativo proprio all’Mp3 !
E così, secondo me lo hanno fatto “bello grosso“(ma solo a prima vista)  e “bello pesante” proprio per far notare quanto sia efficace il sistema roll-block, quel blocco che consente appunto al Piaggio Mp3 Yourban di rimanere in piedi da solo da fermo!

Morale? Arrivi al semaforo, stai decelerando e quando arrivi ad una velocità inferiore ai 5 Km/h, si accende una spia che ti indica che puoi inserire il “blocco del cinematismo”, lui rimane in piedi da solo, tu non devi mettere giù i piedi, non dovrai fare altro che frenare, per fermarti al punto giusto.
Io però ti vorrei dire quando uso io il blocco del cinematismo: io lo uso proprio quando devo metterlo e toglierlo dal cavalletto centrale.
E’ quello per me il momento in cui il peso dell’Mp3 si fa sentire di più! Ed allora io faccio così:
– Mp3 sul cavalletto, lo accendo
– inserisco il blocco del cinematismo
– lo tiro giù dal cavalletto, poi salgo e parto!

Al contrario, se devo tirarlo su:
– a motore già acceso, perché lo stavo usando, inserisco il blocco
-scendo e lo tiro su dal cavalletto
SBLOCCO IL SISTEMA ROLLO BLOCK
– e poi lo spengo

Il motivo per cui ho messo l’accento sul togliere il blocco, dopo che l’ho messo sul cavalletto è proprio perché, la sua posizione di riposo naturale, non è il blocco del cinematismo, ma il cavalletto centrale.
Mi spiego, bisogna usare il blocco, come se fosse un cavalletto laterale, quindi un qualcosa di temporaneo, questo perché il roll-lock è una struttura meccanica ed idraulica e quindi soggetta ad usura, come tutte le cose… prevenire è meglio che curare no?
Poi l’ho provato e ti racconto come mi sono sentita.

Il risultato di questo incredibile progetto è che quando guidi, ti senti padrone dello scooter, della strada che stai percorrendo con lui e non il contrario.
Mi spiego: io, che non sono una pilota, quando utilizzo un mezzo di questa cilindrata a due ruote, il più delle volte, mi sento trasportata dallo scooter.
Non ho la sensazione di essere io a guidare, a decidere esattamente dove e quanto andare, mi sento sempre un po’ in balia del mezzo.
Mi sento quindi più sicura, certamente su un mezzo di cilindrata inferiore, con peso decisamente minore.
Con il Piaggio Mp3 Yourban invece no.
Mi sento stabile, padrona della situazione, il peso, forse perché distribuito su tre ruote, non si sente ed anzi diventa un valore aggiunto, soprattutto quando entri in tangenziale e non hai più la sensazione di essere una pulce su di un cane che al primo scrollone, ti fa volare via. Sei salda in sella al tuo mezzo, che non si sposta di un millimetro anche se ti passa affianco un camion.

Per il resto, esteticamente l’Mp3 yourban, non è poi così male. Tutto è funzionale, la parte laterale è stata alleggerita, per risparmiare peso appunto, e il fianco posteriore, affusolato, per renderlo più agile in città e per noi femmine!

Ecco, questo è il mio modo di vedere il Piaggio Mp3 Yourban, in realtà adesso mi piace, la parte frontale mi mette sempre un po’ di ansia ma ora ci scherzo sopra e quando mi fissa con quegli occhi, lo rimprovero e gli giro la faccia… un po’ di educazione per diamine, non si fissano le persone!

E per finire ancora due cose:
Se vuoi leggere una prova su strada di un professionista, questa te la consiglio proprio, è su Moto.it, il portale dei motori per eccellenza! E poi un sorriso per belli e brutti!!

 

silvia camnasio
Lavoro alla Moto 39 dalla sua nascita. Oggi mi occupo prevalentemente di rispondere ai quesiti che i loro clienti mi pongono, tramite questo blog, sotto forma di articoli, oppure direttamente via mail. Puoi pormi le tue domande scrivendomi via mail vespamoto39@gmail.com, ti risponderò direttamente o tramite un post su questo sito. Oggi un nuovo progetto #liabbiamoaiutaticosì! Vogliamo raccogliere storie vere, di persone normali per qualcuno e speciali per qualcun' altro. L'idea è nata come pretesto per raccontarti cosa possiamo fare noi per te per aiutarti, ma sta diventando invece l'occasione per raccontare cosa, ognuno di noi, ha fatto per qualcun'altro.
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