Il tuo bambino in moto in sicurezza si può in 5 punti

Il tuo bambino in moto in sicurezza si può in 5 punti
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bambini in moto in sicurezza

Portare il tuo bambino in moto in sicurezza è possibile, seguendo alcune semplici regole, sia di buon senso, che di educazione stradale. Te lo spiego qui in 5 punti.

Nel tragitto che faccio da casa al nostro negozio ci sono delle zone, dei luoghi che sembrano magici. Delle strade che, appena le imbocco, mi fanno entrare in uno stato d’ansia. Un disagio immediato mi pervade ed automaticamente il mio piede si alza dall’acceleratore, la mente si fa ancora più attenta e gli occhi cominciano a ballare come biglie in un flipper a destra e a manca…
Una è via Lomellina (parlo di Milano, zona est) ampia ma sempre piena di lavori in corso infiniti, con un traffico per nulla scorrevole, macchine in seconda fila sempre, pedoni che non amano i marciapiedi, e che ritengono le strisce pedonali degli addobbi urbani per nulla invitanti, non so perché.
E’ come se in quella via, sempre molto affollata di persone, con molta vita quindi, le persone si sentano autorizzate a fare quello che vogliono in barba alle più banali regole di educazione stradale. Le frecce poi, un optional assolutamente orribile da non prendere nemmeno in considerazione, se non per dimenticarsele accese.
Passata via Lomellina, posso ricominciare a respirare ed arrivo in un lampo fino a noi, in Amadeo.

Ma proprio per evitare la confusione di quella strada, spesso cambio percorso e sbuco in Cardinal Mezzofanti.
Qui all’altezza dell’incrocio con via Marescalchi, ferma al semaforo, il tempo sembra dilatarsi per un periodo molto più lungo dei soliti pochi secondi del rosso.
Attimi in cui le persone che sono in strada sembrano comparse di un grande spettacolo, personaggi che prendono forma nella mia mente, e che diventano protagonisti delle mie storie.

E’ ferma a questo semaforo che hanno preso forma le 6 donne rappresentate in un mio recente post, cosa fanno le donne alla guida dello scooter.
Di mattino in mattino, mi sfilavano affianco con andatura rallentata e mancava solo che si girassero nel superarmi, facendo ciao-ciao con la manina!
Ed è ferma a questo semaforo che proprio ieri, mi attraversa la strada il protagonista di questa mia storia.

Il bambino con lo zaino

Un bambino non più alto di un soldo di cacio.
Sta attraversando la strada sulle strisce pedonali, con passo lento ma cadenzato. La madre lo precede di pochi passi, ha aggrappata alla mano una bambina, alta poco meno del fratellino, che saltella con le trecce che le rimangono a mezz’asta, hai presente Pippi Calzelunghe?

E’ l’andatura del bambino che mi colpisce. Sembra cammini a due tempi, un passo, un colpo, un altro passo, un altro colpo. Poi capisco. Il colpo di rimbalzo è dato dallo zaino che ha sulle spalle, legato al corpo del bimbo con delle bretelle lunghissime tanto lunghe, che il fondo dello zaino arriva all’altezza dell’incavo delle ginocchia del malcapitato che, tra l’altro continua disperatamente a sollevare la pesante borsa dalle spalle, una volta a destra, l’altra a sinistra. Quindi, oltre a camminare in due tempi, dondola come un pendolo.

Ecco, mi si stringe il cuore. come si fa a  lasciare in un tale disagio un bimbo?

I bambini ci subiscono quando sono piccoli, subiscono la nostra presenza, nel senso che se noi gli facciamo vivere una situazione sgradevole, non sono in grado di reagire e cambiare tale stato.
Quel bambino non è in grado di togliersi lo zaino, accorciare le bretelle e rimetterselo, è solo capace di caracollare e prendersi delle gran botte nelle gambe, continuando a camminare.
Vive il disagio, senza reagire.

Vedendo questa situazione mi è venuto in mente quante volte ho visto pargoli trasportati sullo scooter o in moto, in modo assolutamente incosciente e rischioso! Trasportati davanti al guidatore, oppure semplicemente parcheggiati sulla sella con i piedini a penzoloni, senza nessun sostegno, se non le braccia avvinghiate alla schiena di chi guida.
E se non bastasse tutto questo, spesso si vedono adulti guidare le moto con i loro bambini a bordo, sfrecciando come bolidi, in barba non soltanto al codice della strada, ma anche al benché minimo buon senso, per la loro sicurezza e per quella del loro passeggero!

Allora ho pensato che forse, il motivo per cui questi comportamenti sono così frequenti, sia dovuto all’incapacità di capire quali gravissime conseguenze, non solo  fisiche, ma anche e soprattutto psicologiche possano provocare anche solo delle semplicissime cadute dal motorino.
seggiolino bambini in moto in sicurezzaMa facciamo un passo indietro.

Andare in moto o in scooter, è una cosa bellissima.
Il senso di libertà che si prova in sella ad un due ruote è paragonabile a poche cose. L’aria, i rumori, i colori, tutto è più intenso e forte. Le emozioni sono vissute ai massimi livelli; domare il motore sotto di noi, sfrecciare in avanti libero, hai la sensazione che nulla ti possa fermare.
Portare il proprio figlio/a insieme a noi, è un piacere enorme, per noi e per il nostro bambino al quale non sembrerà vero di poterci stare così vicini, attaccati in un’avventura così grande ed importante come quella DELL’ ANDARE A SCUOLA O IN GIRO IN MOTO CON MAMMA O PAPA’!
Il loro mito in terra -perché quando sono piccoli è così che ci vedono- i loro eroi, quelli da imitare, da rendere orgogliosi da fare felici, hanno deciso che, per riuscire a farci arrivare in tempo a scuola, ci portano CON LORO sul loro destriero di ferro!! (è solo dopo che incominciano i contrasti, crescono e si accorgono che siamo umani e cominciano a giudicarci… ma quella è un’altra storia)

Ecco perché è così importante che tutto vada liscio, che non ci siano intoppi di nessun genere, e tanto meno una caduta, perché nel momento in cui dovesse succedere qualcosa, nostro figlio si sentirà in colpa, qualunque sia il motivo della caduta, qualunque sia la causa dell’incidente.
Il motivo di questo sentimento? Te lo spiega Piaget.

IL SENSO DI COLPA ED IL TERRORE: LA TEORIA DI PIAGET

La teoria di Piaget spiega come il bambino viva in un mondo completamente incentrato su di sé, in un atteggiamento egocentrico, inoltre

Imita, anche se in maniera generica, tutte le persone che gli sono vicine: le idealizza perché sa che si prendono cura di lui. Impara a comportarsi come gli adulti vogliono, prima ancora di aver compreso il concetto di obbedienza.                                                                                                        la teoria di Piaget

E’ questo il motivo per cui, nel momento in cui dovesse succedere un incidente, una caduta, il bimbo si sentirebbe responsabile di tale evento traumatico. Il suo pensiero è incentrato sul fatto che è lui la causa, perché è lui che stavi portando, è lui che è sempre in ritardo e quindi è per causa sua che, magari stavi andando troppo forte da non riuscire nemmeno a frenare.
Ed è ancora sua la colpa se, per caso ti sei magari anche fatto qualche graffio e quindi, ti lamenti o peggio, devi essere portato a medicare al pronto soccorso.

Ed il risultato di tutto questo non sarà del tempo che deve passare e poi si dimenticherà tutto, ma sarà purtroppo un trauma che si potrebbe portare dietro per tutta la vita.
Il terrore di salire su una moto o scooter da grande, il panico tutte le volte che sentirà una frenata brusca, o la paura della velocità, anche in macchina, insomma un disagio psicologico che potrebbe creare davvero molti scompensi.

Ecco perché avere un comportamento corretto quando si è in compagnia del proprio figlio in moto, è obbligatorio, non soltanto per il suo benessere fisico, ma anche e soprattutto per il suo benessere psicologico.

E qui scatta la tua reazione vero? la domanda che ti stai facendo è:”Ma allora, se è così pericoloso perché mi parli di come portarlo? Non sarebbe meglio portarlo solo in macchina?”

Ti rispondo subito!

Perché toglierti il piacere e la comodità di un mezzo come lo scooter, quando puoi tranquillamente utilizzarlo nel modo giusto? Non è che se porti tuo figlio in macchina, come fanno tanti, in modo scorretto e con disattenzione, sei più tranquillo. Spessissimo, purtroppo vedo comportamenti che definirei a dir poco criminali anche in macchina con bambini piccoli ed allora, cosa facciamo? Non ti parlo di come portarli? non ti spiego come fare una cosa in sicurezza perché ritengo che non vada bene ed allora preferisco fartelo fare da incosciente? Leggi questo post, per capire la differenza tra portare in macchina i bambini in modo sicuro e non… poi mi dici se non è giusto parlarne!

No. Io cerco di renderti consapevole dei rischi che corri, spiegandoti come evitarli.

Pensaci, attraversare la strada è molto pericoloso anche a piedi o in bicicletta, ma se sai come farlo, diventa una cosa normale! Non credi?

Ecco perché, ritengo miope il comportamento di certe istituzioni le quali, alla proposta di Giovanna Guiso di distribuire nelle scuole la sua guida al trasporto sicuro in moto dei bambini Famiglia in moto“,hanno risposto, la moto è pericolosa, non vogliamo incentivarne l’utilizzo.
La mia considerazione è: meglio lasciare che la usino in modo incosciente? Mah! a me sembra un atteggiamento da struzzo: faccio finta che non esiste, se non ne parlo, non succede!

Ed ecco allora i miei consigli per un uso consapevole e sicuro della moto con il tuo bambino, perché sia un piacere vivere lo scooter insieme a lui/lei, e non uno stress o una cosa pericolosa.

Sei pronto?

consiglio n.1 per portare il bambino in moto in sicurezza: RISPETTA IL CODICE DELLA STRADA!

No, non è una cosa banale, e se ci pensi bene nemmeno così scontato. Rispettare i limiti di velocità, usare i lampeggianti, avere un comportamento corretto e rispettoso delle regole, è già un passo avanti verso un tragitto senza intoppi con il tuo bambino in moto.

consiglio n.2 per portare il bambino in moto in sicurezza: UTILIZZA UN ABBIGLIAMENTO CON PROTEZIONI!

L’abbigliamento è fondamentale per la sicurezza tua e di tuo figlio. Utilizzare dei capi antistrappo, e delle protezioni, soprattutto quelle per la schiena è una cosa molto importante. Un trauma anche lieve contro un paraschiena o contro una schiena senza protezione, fa molta differenza.

consiglio n.3 per portare il bambino in moto in sicurezza: UTILIZZA UN CASCO DELLA GIUSTA TAGLIA!

Utilizzare un casco della giusta taglia, allacciato correttamente è altra cosa molto importante. Non mettere cappellini o altro sotto il casco, perché diminuisce l’aderenza dell’imbottitura alla testa ed inoltre rischia di far scivolare il casco invece che farlo rimanere ben attaccato.

consiglio n.4 per portare il bambino in moto in sicurezza: UTILIZZA IL SEGGIOLINO PORTA BAMBINI!

seggiolino bambini in moto in sicurezza

Questo accessorio per moto o scooter è molto comodo, e sicuro. La sua forma avvolgente, lateralmente e dietro alla schiena fa sì che il bimbo non subisca i movimenti bruschi dell’accelerazione, rimanendo ben saldo in sella, anche durante le curve, che potrebbero farlo scivolare lateralmente.
E’ indubbio infatti che la tendenza del bambino a distrarsi lo potrebbe portare a muoversi in sella, e quindi ad essere in potenziale pericolo se lasciato semplicemente seduto senza supporto. Ha anche due maniglie a cui il bambino si può aggrappare, oltre a potersi appoggiare con i piedini a due staffe presenti.
Il modello che ti ho riportato qui sotto è della Givi, ed è universale per tutti gli scooter o moto, è omologato in Germania per l’utilizzo fino agli 8 anni, a partire dai 4.

consiglio n.5 per portare il bambino in moto in sicurezza:
INSEGNAGLI COME STARE IN SELLA, COMUNICA CON LUI

Tu hai dovuto imparare a stare in sella ad una moto, anche come passeggero, ti ricordi? Anche tuo figlio deve imparare, perché non è una cosa istintiva, soprattutto quando sei in curva, avrà il timore di cadere. Rassicuralo e spiegagli che deve semplicemente stare fermo, seguire i tuoi movimenti e rimanere tranquillo. Fallo sentire partecipe ad una cosa importante, lo renderà fiero di ciò che sta facendo e lo farà con maggiore attenzione.

Ed il bambino con lo zaino?

A lui auguro di leggere la guida di Giovanna Guiso “La famiglia in moto” insieme alla sua mamma.
Troveranno insieme spunti di riflessione sulla loro visione reciproca, impareranno tante cose gli uni dell’altra, oltre a scoprire una divertente storia sull’amicizia, sull’amore e sulle moto!
Perché è importante? Perché è una favola per bambini e per adulti e te lo spiega molto bene Sonia Bertinat, psicologa, in questo articolo il cui sunto è racchiuso in questa frase.

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.                         (GK Chesterton)

Chissà mai che, impari a togliersi lo zaino ed accorciarsi le bretelle oppure (e sarebbe auspicabile) la sua mamma, si accorga del disagio di suo figlio.

(Se lo vuoi acquistare puoi mandare una mail a questo indirizzo negozio@libreriadellautomobile.it)

Ti voglio lasciare però con un’ultima considerazione: se non te la senti, se pensi che la moto o lo scooter siano troppo pericolose, se ritieni che sia sbagliato, allora NON FARLO!

Segui il tuo cuore ed il tuo istinto, solo loro sanno davvero cosa è giusto. Nessuno ti deve dire come comportarti per il bene del tuo bambino!

E se sei abituato a portare un passeggero e non è un bambino, questo articolo di Luca Govoni parla proprio di te!
Ed anche Sicurmoto.it parla di bambini se vuoi un altro punto di vista!
E adesso tocca a te, raccontami cosa ne pensi, sei pro o contro? Apri la discussione e dimmi la tua! Ti aspetto.

 

silvia camnasio
Lavoro alla Moto 39 dalla sua nascita. Oggi mi occupo prevalentemente di rispondere ai quesiti che i loro clienti mi pongono, tramite questo blog, sotto forma di articoli, oppure direttamente via mail. Puoi pormi le tue domande scrivendomi via mail vespamoto39@gmail.com, ti risponderò direttamente o tramite un post su questo sito. Oggi un nuovo progetto #liabbiamoaiutaticosì! Vogliamo raccogliere storie vere, di persone normali per qualcuno e speciali per qualcun' altro. L'idea è nata come pretesto per raccontarti cosa possiamo fare noi per te per aiutarti, ma sta diventando invece l'occasione per raccontare cosa, ognuno di noi, ha fatto per qualcun'altro.
Partecipa anche tu, scrivi a vespamoto39@gmail.com o contattami attraverso il link dedicato racconteremo insieme #liabbiamoaiutaticosì.

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