Perdere per trovare? Se vincere è bello, perdere è bellissimo!

Perdere per trovare? Se vincere è bello, perdere è bellissimo!
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Perdere per trovare? un nuovo modo di vedere le cose, me lo ha insegnato una persona speciale.

Ho impiegato molto tempo a scrivere questo post, Sanremo è passato da un po’ e non mi decidevo mai…

Ho impiegato tanto tempo perché non volevo mettermi in coda ad un concetto ed un modo editoriale che ho scoperto chiamarsi Newsjacking, grazie al buon Francesco Ambrosino, capace di insegnarmi sempre qualcosa di nuovo, quel scrivere la notizia del giorno, quasi rimanendo nella scia dell’argomento, per esserci a tutti i costi.
La scomparsa di David Bowie, Umberto Eco, le disgrazie di Parigi, il “petaloso”, ecco, non mi piace.

Poi leggo Assunta Corbo e mi piace il suo modo di parlare di Bosso, la passione e la gioia che le ha suscitato, l’emozione… ed allora mi dico, ma sì, perché no?
In fondo non sto pensando delle sciocchezze, è quello che scrive anche Alessandro Colonna.
E’ che io adoro la musica, ma ne ho fatta tanta (suono il piano da sempre) ed ascoltata più ancora (ultima scoperta il video iniziale) Bosso non mi ha stupefatto per quello, per quanto sia bravissimo ed in grado di emozionare…ma mi ha insegnato altro, mi ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista, mi ha fatto riflettere sul concetto di perdita.
Ed allora mi sono lanciata anch’io, nei miei ricordi, nei miei pensieri e li condivido con voi.

Perdere per trovare eccovi il Silviapensiero .

Perdere i pregiudizi.

Questo è proprio il primo insegnamento di Bosso, ed io devo dire che ho impiegato  molti anni ad apprenderlo e l’ho fatto soprattutto in ambito professionale, imparando che

fidarsi del pregiudizio sull’aspetto di una persona, non è mai la cosa giusta

Ti racconto un episodio.

L’inverno del 2005 mi pare è stato uno dei più rigidi che io ricordi. Ci furono temperature ampiamente sotto lo zero, per parecchie settimane.
In quel periodo, spesso ci trovavamo in negozio, senza tetto che, con la scusa di guardare le moto, entravano per godersi qualche minuto, di caldo, si aggiravano tra i vari modelli senza toccare nulla, facendo attenzione a non sporcare, a non sfiorare, con una delicatezza che li faceva sembrare eterei, facevano tenerezza e dolore insieme. A volte gli offrivo un te caldo, un caffè, facendo finta di scambiarli per clienti. Loro accettavano, annusavano l’aria ancora un pochino (noi siamo abituati a profumare l’aria, non ci piace l’odore delle gomme…) e poi sparivano, invisibili in un mondo indifferente.

Un giorno però entra un soggetto diverso, molto sporco, con un odore intenso di capra (sono un veterinario, ricorda, ecco perché so di che odore sapeva), fango dappertutto, paglia sul cappello e nella barba.
Li per lì, non so cosa fare, ci guardiamo e lui sposta subito lo sguardo incantato su di un Beverly  e non gli stacca più gli occhi di dosso. Ci gira attorno con fare voluttuoso addirittura…. parla poco e chiede meno, continua solo a ripetere:”Ma che bello, ma come è bello!”
Io, dopo poco decido di assecondarlo. So difendermi, la spranga è dietro la cassa e comunque non mi sembra aggressivo (ma non si sa mai). Faccio il mio mestiere, gli descrivo il mezzo e gli fornisco le informazioni che mi chiede ed il preventivo.
Quando esce, lascio aperta la porta, e lo osservo facendo finta di niente.

Non ci penso più. Passa una settimana o poco più, quando sento un rumore di un motore, più forte del solito, strano, insolito almeno per il traffico di Milano.
Davanti al negozio si ferma un trattore la cui ruota posteriore era alta quasi quanto la vetrina, scende pulitissimo il signore che era stato da noi pochi giorni prima.
Sbarbato, profumato, vestito da lavoro, ma non più come se fosse appena uscito dalla stalla (ovile, direi meglio…) tutto sorridente, mi piazza in mano un assegno circolare, il saldo per il suo “meraviglioso Beverly”!
Mi stringe la mano e se ne va, lasciando me, e tutti in negozio, con un palmo di naso, la bocca spalancata e la felicità di non aver maltrattato e nemmeno pensato di allontanare una persona che si era presentata semplicemente vestita da lavoro, il suo, oltre che per aver concluso una buona vendita.

Anche il pregiudizio contrario è bene perderlo. Il vecchio detto l’abito non fa il monaco vale anche per coloro che sembrano tanto brave persone, ma che in realtà stanno solo attendendo il momento giusto per avere servizi a credito e sparire senza saldare il conto.

Questo episodio ogni tanto ce lo raccontiamo e sorridiamo al pensiero di quello strano personaggio.
Altri modi di perdere bene e positivamente?
Perdere l’orientamento, per scoprire luoghi nascosti, sconosciuti grazie al sorriso di persone che non conosci e che ti hanno aiutato indicandoti strade che non avresti mai percorso.
Perdere il controllo e scoprire che lasciarsi andare è bellissimo in tante situazioni, gioia, pianto, ridere, vivere…
Perdere un treno e scoprire che esiste il blablacar .

perdere per trovare bla bla car
Perdere una figlia per capire che è l’unico modo per ritrovarla, (Gloria Vanni docet)
Perdere la memoria e scoprire che tutti i motivi che avevi per essere arrabbiato non esistono e con loro i dissapori i rancori e le ragioni di un litigio. Pensa, hai litigato tutta la vita con una persona ed un giorno, non ti ricordi più il perché… non sarebbe magico?
Perdere tempo per dire ad un perfetto sconosciuto, hai fatto un errore di battitura, correggilo che non sta bene… e scoprire che hai trovato un amico.
Perdere la ricetta della suocera per far scoprire a tuo marito che la tua torta di mele è più buona di quella della mamma…

perdere per trovare torta di meleperdere per trovare torta di mele

Perdere un chilo: e scoprire che il vestito di un anno fa, ti va bene ancora…

Potrei continuare così ma non voglio annoiarti oltre.

Ti auguro di perdere e vincere e trovare, scoprire tutto l’amore, il bene, il bello che c’è nel mondo.
Grazie per essere arrivato fino a qui ed aver letto, questo mio pensiero, attendo le tue perdite/scoperte, chissà quante ne hai da raccontare…
aspetto i tuoi commenti.

 

silvia camnasio
Lavoro alla Moto 39 dalla sua nascita. Oggi mi occupo prevalentemente di rispondere ai quesiti che i loro clienti mi pongono, tramite questo blog, sotto forma di articoli, oppure direttamente via mail. Puoi pormi le tue domande scrivendomi via mail vespamoto39@gmail.com, ti risponderò direttamente o tramite un post su questo sito. Oggi un nuovo progetto #liabbiamoaiutaticosì! Vogliamo raccogliere storie vere, di persone normali per qualcuno e speciali per qualcun' altro. L'idea è nata come pretesto per raccontarti cosa possiamo fare noi per te per aiutarti, ma sta diventando invece l'occasione per raccontare cosa, ognuno di noi, ha fatto per qualcun'altro.
Partecipa anche tu, scrivi a vespamoto39@gmail.com o contattami attraverso il link dedicato racconteremo insieme #liabbiamoaiutaticosì.

Comments

  1. direi, bravissima, proprio quello di cui parlo in questo post su come si parla alla persone che entra in un negozio
    per conoscere l’offerta e decidere di acquistare.
    https://pandemiapolitica.com/2016/05/13/il-mito-dello-scooter-vespa-grazie-al-marketing-pandemico-della-piaggio-parte-3/
    Se avessi incontrato una venditore come te, probabilmente avrei già acquistato l’auto,
    ed invece ho deciso di soprassedere ed aspettare tempi migliori.
    saluti e complimenti molto interessante.
    saluti

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